“Martedì prossimo, finalmente, in consiglio regionale si discuteranno gli ordini del giorno presentati al cosiddetto mini collegato al bilancio approvato ad agosto. Tra questi c’è quello che ho presentato a seguito dell’emergenza causata dalla chiusura del Ponte sul Sisto”. Lo fa sapere in una nota il consigliere regionale pontino di Forza Italia, Giuseppe Simeone.

“Con l’ordine del giorno, si impegnano il presidente Zingaretti e la giunta regionale a verificare la possibilità di intervenire con strumenti di somma urgenza per contribuire allo stanziamento delle somme necessarie alla ricostruzione del Ponte sul Sisto, al fine di ridurre i disagi cui da mesi sono già sottoposti i cittadini e contenere i già considerevoli danni economici che la chiusura del ponte ha comportato. Si tratta di un ordine del giorno non di maniera, ma finalizzato a mettere il presidente della Regione di fronte alle proprie responsabilità: le stesse a cui sino a oggi, nonostante i tanti appelli che gli abbiamo rivolto a intervenire e farsi parte integrante della soluzione del problema, ha preferito sottrarsi”.

Un ordine del giorno che assume ancora maggiore importanza alla luce dei fatti. I lavori di demolizione del Ponte sul Sisto, infatti, sono iniziati. Le ruspe da meno di 48 ore, e per un tempo di 21 giorni stimati di lavori, procederanno a rimuovere la struttura ormai pericolante. Ma oggi quello che desta allarmismo e preoccupazione tra i cittadini, i commercianti e gli imprenditori che operano in quell’area riguarda il futuro.

“Un futuro – prosegue Simeone – su cui domina solo incertezza, e che rappresenta un vero e proprio salto nel buio”. Al momento, sostiene il consigliere, “non esiste infatti alcuna prospettiva per la ricostruzione di questa infrastruttura determinante per il collegamento dei due Comuni di Terracina e San Felice Circeo, e quelli di tutta l’area circostante in generale. L’inagibilità ha causato ripercussioni gravissime, sia per gli spostamenti dei residenti che per il transito dei mezzi di emergenza dell’ARES 118. A oggi non c’è un progetto. Non è stata fatta una stima, se non sommaria di circa 1 milione e mezzo di euro, dei costi necessari alla ricostruzione. Non possiamo permetterci di dare i numeri al lotto e di lasciare questa emergenza in balia degli eventi. Per questo tutte le istituzioni devono farsi parte integrante della soluzione dell’emergenza che sta diventando un moltiplicatore di disagi e danni sul piano economico e sociale”.

“Questo significa che la Regione deve, anche nel rispetto del principio di sussidiarietà, partecipare alla ricostruzione del Ponte contribuendo con tutti i mezzi a disposizione, anche sul piano economico – continua la nota – La Provincia di Latina, a sua volta, deve farsi carico, in quanto titolare dell’infrastruttura, almeno della progettazione completa del nuovo ponte, fondamentale per la quantificazione dettagliata dei costi da sostenere, ricorrendo, se non ha risorse per farlo, al fondo rotativo per la progettualità gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti. Un progetto esecutivo, con la fase istruttoria che comporta tra cui l’acquisizione dei necessari pareri, richiede tempo. Lo stesso tempo che l’interesse dei cittadini non concede. L’obiettivo, per tutti, nessuno escluso, deve essere agire e subito”.

“Mi auguro che il consiglio regionale approvi questo ordine del giorno e comprenda quindi non solo la portata di una emergenza che in questi mesi ha causato danni incalcolabili per un’economia che vive di turismo, come quella dei Comuni di Terracina e San Felice Circeo, ma anche disagi consistenti per i cittadini privati di un collegamento strategico con il resto del territorio pontino. Contestualmente, spero che il presidente Zingaretti dia seguito immediato all’impegno contenuto nell’ordine del giorno facendosi con la rapidità e l’urgenza che la questione richiede parte integrante della ricostruzione del Ponte dimostrando di avere realmente a cuore il bene dei cittadini. In aula ci batteremo sino alla fine come fatto sinora perché siano date ai cittadini le riposte che meritano non a parole ma nei fatti”, conclude Simeone.

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