Sulla vicenda delle assenze dal posto di lavoro nel Comune di Terracina interviene anche il coordinatore locale di Gioventù Nazionale, Enrico De Felice, il quale ha affidato il suo pensiero a una nota, che riceviamo e pubblichiamo.

“Non c’è peggior analfabeta di chi non vuol leggere. Questo è il dato più lampante che balza agli occhi leggendo la nota del Partito Democratico terracinese a proposito della polemica relativa al rapporto Ermes sulle assenze dal lavoro nei Comuni. Il rapporto in oggetto riguarda il 2015, cioè l’anno caratterizzato per 8 mesi (più i successivi 6 mesi del 2016) dal regime commissariale, prodotto dell’irresponsabilità anche del PD, in cui il Commissario Prefettizio ha assunto tutti i poteri e le deleghe della Giunta, compresa quella al Personale. Non è così difficile capirlo. È quindi semplicemente insensata e ridicola la richiesta di dimissioni del sindaco in quanto attuale responsabile del Personale. Tra l’altro, la nota del sindaco aggiunge che è in corso la revisione del dato non corretto e troppo punitivo uscito dal rapporto. Sembrerebbe inoltre che i numeri sulle assenze pubblicati dal dossier Ermes siano in buona parte sbagliati poiché nel caso di Terracina comprenderebbero anche i giorni di ferie in sostituzione degli straordinari non pagati. Detto questo, bene ha fatto il sindaco a ricordare che le eventuali mancanze di ognuno ricadono sui cittadini e sui colleghi che si adoperano con passione e senso del dovere. Anche se si tratta di assenze ‘legali’, il loro abuso è comunque sbagliato e bene ha fatto sempre il sindaco a ricordare che il posto fisso è ormai una chimera per le nuove generazioni. Sappiamo bene che ci sono anche molti dipendenti comunali i quali provano angoscia per il futuro di figli e nipoti carico di incognite e preoccupazioni. Si converrà che è giusto avere rispetto per il lavoro di dipendente pubblico per le sicurezze che rappresenta. Comunque non ci sorprende per niente la posizione espressa dalla sezione locale del partito di Renzi, soprattutto se consideriamo la condizione giovanile, quella che abbiamo più a cuore. Sono noti gli atteggiamenti e i provvedimenti assunti e i risultati ottenuti su temi fondamentali come la disoccupazione giovanile, che negli anni del loro governo ‘abusivo’ è aumentata fino ad arrivare al 40%. Il loro ‘fiore all’occhiello’, Garanzia Giovani, è una misura che legalizza lo sfruttamento, considerati i 400 euro di retribuzione mensile per contratti precari a tempo pieno. Qualcosa di molto vicino all’insulto. Che il PD fosse anche tradizionalmente vocato a salvaguardare soprattutto chi le tutele già le ha, è un altro aspetto acclarato. E se queste tutele si sono ristrette, si ponessero domande sulla loro abolizione dell’articolo 18, difeso da Gioventù Nazionale con una serrata campagna. Rimuovere i residui culturali di legislazioni e cattive pratiche che umiliano la dignità di chi un lavoro non ce l’ha o deve accontentarsi di occupazioni ultra precarie, non attinenti alle qualifiche conseguite, come accade a moltissimi nostri coetanei, è un’attività che riteniamo doverosa per una classe dirigente che possa definirsi tale. La buona politica, così a sproposito sbandierata dal PD, significa adoperarsi per chi verrà dopo di noi. In conclusione, ci preme sottolineare la nostra condanna senza esitazioni delle espressioni repellenti che il becerume social in stile ‘grillino’ produce in quantità verso tutti i dipendenti senza distinzione, frutto del qualunquismo e dei luoghi comuni che decenni di cattiva politica, inefficienze, impunibilità ed egoismo sociale hanno sedimentato nei cittadini.

Gioventù Nazionale Terracina”

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