Una vasta operazione antidroga, condotta dai Carabinieri della Stazione di Terracina, del Comando Provinciale di Latina, da due unità del Nucleo Cinofili e con l’ausilio di un elicottero, ha avuto luogo oggi a partire dall’alba.

I militari, da quanto emerso, hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare, di cui 12 in carcere e 6 agli arresti domiciliari, per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione. Una persona è stata arrestata in flagranza di reato.

I provvedimenti restrittivi a carico dei 18 destinatari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, su richiesta del pm della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina Luigia Spinelli.

Tale operazione è il frutto di una serie di indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Terracina, iniziate alla fine del 2015. Tutto era cominciato quando una madre, preoccupata dalle continue richieste di danaro subite dal figlio, aveva sporto denuncia.

I primi accertamenti hanno consentito di raccogliere pregnanti elementi informativi in capo a un gruppo criminale impegnato nella gestione della piazza di spaccio di sostanze stupefacenti: hashish, marijuana e soprattutto cocaina.

Un attento monitoraggio dei soggetti finiti sotto la lente degli investigatori e il successivo sviluppo dei riscontri venuti in rilievo ha consentito, grazie anche al portato probatorio delle indagini tecniche frattanto effettuate, di comprovare l’operatività – nel territorio dei comuni di Fondi, Priverno, Aprilia e, più specificatamente, Terracina, la città del Tempio di Giove (da cui ha appunto preso il nome l’operazione) – e la piena enucleazione di identità, ruoli e schemi dei soggetti attinti dalle misure cautelari personali (alcuni dei quali risultavano gravati da precedenti o pendenze penali, anche per reati specifici), nonché la fedele ricostruzione delle dinamiche di spaccio, delle rotte e dei canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.

Fondamentale è risultata la rapida comprensione del linguaggio criptico e dei particolari codici di comunicazione tra gli indagati.

Particolarmente efficace si è dimostrata la metodica messa a sistema dagli indagati nella prospettiva di sollecitare il pagamento dei debiti di droga. Coloro che non provvedevano ai pagamenti, infatti, venivano pesantemente minacciati e malmenati per farli rientrare dai loro debiti, arrivando anche a costringerli ad accedere a delle forme di finanziamento, addirittura attraverso la predisposizione di documentazione falsa per avallarne la solvibilità.

Molti i riscontri obiettivi raccolti durante il periodo oggetto d’indagine. Tra questi, oltre alla denuncia in stato di libertà di alcuni giovani del luogo, anche l’arresto di sette soggetti, tra cui due dei destinatari delle odierne ordinanze restrittive, colti nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante l’arco temporale delle investigazioni, inoltre, sono stati sequestrati, complessivamente, circa 160 grammi di cocaina, 15 di hashish e 5 di marijuana; mentre ammonta a 2.600 euro il denaro sottoposto a sequestro quale provento dell’attività di spaccio.

Nel corso dell’operazione, uno dei soggetti colpiti da ordinanza è stato – come detto – tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione illegale di sostanze stupefacenti, in quanto trovato in possesso di 45 grammi di hashish.

I destinatari delle misure cautelari in carcere sono stati associati alla Casa Circondariale di Latina, fatta eccezione per uno che, per reati specifici, si trovava già ristretto presso la Casa Circondariale di Cassino (FR), dove continuerà a permanere, e un secondo che, invece, è stato condotto presso il carcere di Siena, poiché da circa un anno si era trasferito in quella provincia.

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