COMUNICATO STAMPA UFFICIALE

In questi anni dal palco del Terracina Book festival sono passati, intervistati da Massimo Lerose, Andrea Giannasi e Cesare Rinaldi, volti importanti del mondo della televisione, del libro e del giornalismo. Roberto Giacobbo, Beppino Englaro, Emilio Gentile, Toni Capuozzo, Mina Welby, Luca Telese, Gigi Moncalvo, Giuliana Sgrena, Pino Scaccia, Ferdinando Imposimato, Aurelio Picca, Folco Quilici, sono solamente alcuni dei tantissimi ospiti che hanno fatto crescere il nome del festival e della Città di Terracina.

Il TBF da anni è presente alla kermesse culturale più importante d’Italia, il Salone Internazionale del libro di Torino, e da alcuni anni è stata selezionata – confermata anche quest’anno dal Ministero dei beni culturali – come Città che Legge. E sono meno di 300 le cittadine scelte in tutta Italia.

Dunque un vanto e un premio per un territorio intero e per gli organizzatori che fin dalla prima edizione hanno impostato il festival come luogo di incontro, di confronto e discussione. E sono stati molti gli ospiti che hanno aperto dibattiti: non ultimo quello sul diritto al fine vita posto la scorsa edizione da parte di Beppino Englaro.

Oggi il Terracina Book festival è un evento molto apprezzato e seguito, ma soprattutto per la serietà e la competenza dimostrata, è un palco ambito da molti scrittori e scrittrici.

In relazione agli inviti che come organizzatori del Terracina Book festival abbiamo esteso in questi dieci anni a moltissimi autori, dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale e in particolar modo il sindaco Nicola Procaccini, che ha sempre sostenuto il pluralismo e la libertà di confronto.

Ed è proprio soprattutto per il rispetto che nutriamo nei confronti del primo cittadino e dell’intera comunità di Terracina che siamo costretti a dover comunicare che, nonostante i numerosissimi attestati di stima, abbiamo dovuto rinunciare ad Adriano Sofri, autore del libro “Una variazione di Kafka” edito da Sellerio.

Lo abbiamo fatto spinti da un unico desiderio: quello di non vedere Terracina gettata sulle prime pagine dei giornali per un grave atto di censura o peggio ancora di selvaggia chiusura al pluralismo democratico. Da anni la città è collocata in un alveo letterario di primo livello e il Terracina Book festival non può vedere macchiato questo percorso.

Altresì abbiamo deciso di dedicare però l’intero programma del festival alla libertà di espressione, di parola, di confronto e ogni momento sarà inaugurato da letture che rimandano a questo concetto.

Se facciamo un passo indietro lo facciamo dunque per salvaguardare la parte buona di Terracina, quella che legge, si informa, fa cultura e crede ancora in un domani democratico.

Massimo Lerose   –   Andrea Giannasi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore, inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci qui il tuo nome e cognome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.