Le immagini salienti della Festa della Repubblica di oggi, sabato 2 giugno 2018, a Terracina.

Il 72° anniversario della Repubblica Italiana si è celebrato con un raduno al Parco della Villa Tomassini, alla presenza dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Nicola Procaccini, e dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, oltre che di tantissimi cittadini che hanno voluto salutare la celebrazione del Referendum Istituzionale che nel 1946 sancì il passaggio dalla monarchia dei Savoia alla Repubblica Italiana. Nel parco è avvenuta la posa di un omaggio floreale al Monumento al Carabiniere.

Da Villa Tomassini è poi partito un corteo che ha percorso Viale della Vittoria, Via Derna e Via Roma, con arrivo in Piazza Garibaldi: anche qui, in testa le Autorità cittadine con le Associazioni combattentistiche. In piazza Garibaldi c’è stato l’omaggio di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, con gli interventi del sindaco Procaccini, del Corpo Bandistico “Città di Terracina” e degli alunni degli Istituti Scolastici Comprensivi della città, “Montessori”, “Don Milani” e “A. Fiorini” che hanno letto alcuni brani e intonato l’Inno Nazionale.

Quest’anno – afferma il sindaco Procaccini – sentiamo in maniera ancora più intensa questa giornata di festa della Nazione. Innanzitutto il 2018 è l’anno cui si celebra il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, il terribile conflitto che, comunque, sancì l’unità definitiva dell’Italia. Inoltre, proprio in questi giorni, abbiamo vissuto e stiamo vivendo una crisi politica, con risvolti perfino istituzionali, che fa molto riflettere sui doveri e sul senso di responsabilità della classe politica. Disorientamento, tensioni e incertezze hanno ulteriormente minato la fiducia del popolo nei confronti di chi ha la responsabilità di rappresentarlo. Mi auguro – prosegue il sindaco – che ci siamo messi alle spalle questa difficile fase e che chi ha incarichi di governo o di rappresentanza parlamentare sappia soppesare con attenzione le scelte che compie in nome e nell’interesse degli italiani. Non siamo animati da alcun sterile sciovinismo, ma siamo convinti – conclude Procaccini – che far comprendere ai giovanissimi il sentimento di comunità, di condivisione del destino, dell’importanza di sentirsi un popolo unito, voglia dire farli crescere dotandoli di tutti gli strumenti umani, culturali e sociali di cui necessitano per poter compiere serenamente tutte le loro scelte”.

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