Concluso il lavoro della OSL (l’Organo Straordinario di Liquidazione) che ha guidato l’uscita dal dissesto finanziario del Comune di Terracina.

Sei anni e mezzo di certosino lavoro, che si è dovuto dipanare tra i meandri di spese oltre il limite dell’incredibile sia dal punto di visto degli importi sia per la natura delle uscite. Qualche esempio: oltre 70mila euro (non assistiti da documenti amministrativi e contabili) di “buvette”, cioè di servizio bar durante commissioni e consigli comunali, nemmeno si trattasse della Camera dei Deputati, o la cronistoria del fallimento della Terracina Ambiente che tra il 2007 e il 2011 nasce, si indebita, viene posta sotto sequestro e in amministrazione giudiziaria, infine fallisce. Un record.

E poi il disallineamento dei dati contabili, manomissioni del sistema informatico certificate dalla Guardia di Finanza, pareggi di bilancio apparenti, ma irreali, anticipi di tesoreria al massimo dello scoperto per anni (8 milioni) e conseguenti interessi, somme vincolate erogate da altri enti per interventi di realizzazione e riqualificazione destinate ad altro uso, sentenze di condanna per danni erariali, relazioni e richieste della Corte dei Conti completamente ignorate.

Senza liquidità, si vendeva il debito a società che erogavano denaro (il cosiddetto “factoring”), ma poi non venivano pagate le rate alle società stesse. Oppure si assumevano frotte di persone per il tramite di agenzie di lavoro interinale, salvo poi non pagarle e condannare il Comune a risarcimenti milionari. Per non parlare delle centinaia di consulenze finanziarie e di incarichi legali o dello scandalo degli alloggi provvisori. Perfino la cooperativa 29 giugno, protagonista della famosa vicenda di Mafia Capitale, rimase beffata dall’inadempienza del Comune terracinese per centinaia di migliaia di euro. Tutto questo e molto altro fino ad arrivare alla somma monstre di 110 milioni di euro.

Il sindaco Nicola Procaccini commenta così la vicenda: “Ho più volte descritto la situazione che Terracina ha dovuto affrontare, ma sono giunto alla conclusione che le parole non bastano a far comprendere quale fosse lo stato delle cose. Per questo motivo stiamo approntando un convegno di studi e una pubblicazione sul ‘caso Terracina’ – così chiamato dal direttore della Finanza degli Enti Locali al Viminale, dott. Giancarlo Verde, durante uno dei molti ‘viaggi della speranza’ fatti a Roma in questi anni – per spiegare con cifre precise, dovizia di particolari e soprattutto chiarezza quale montagna ha dovuto scalare questa città. La commissione OSL, magistralmente guidata dal dottor Roberto Ferracci e affiancata dal consulente del Comune dottor Francesco Casaburi, ha svolto un lavoro immenso, trovandosi davanti ad una situazione che nessuno immaginava. Circa 110 milioni di debito e 1265 creditori alla porta, la maggior parte dei quali ringrazio di cuore perché aderendo alle proposte di transazione ci hanno aiutato non poco a scalare questa montagna. Oggi però voglio ricordare quelle ditte fallite, quegli imprenditori sul lastrico, quei lavoratori lasciati a casa, quelle famiglie gettate nella disperazione o distrutte a causa della oltremodo immorale gestione della cosa pubblica”.

Da terracinese, questa è un’onta incancellabile, prosegue il primo cittadino: “Voglio ringraziare anche la OSL perché insieme con gli uomini e le donne del dipartimento finanziario e dell’ufficio legale comunale hanno lavorato in condizioni difficilissime, ricostruendo con enorme pazienza e competenza un puzzle le cui tessere erano spesso introvabili, fatte sparire. È anche merito loro se oggi possiamo dire di essere fuori. Con la trasmissione al Comune di un bonifico di 13.626.282,82 euro da parte della OSL si va quasi ad estinguere del tutto il nostro debito, con un residuo di circa 400mila euro, ben inferiore all’accantonamento prudenziale di un milione e mezzo inserito nel bilancio di previsione 2018. Il prestito di 24 milioni di euro del governo nazionale è stato importante al pari delle transazioni accettate da 830 creditori, dei milioni di euro accantonati dal Comune in questi sette anni e dei sacrifici dei terracinesi. Oltre che dei tagli ai costi della politica, che hanno costretto assessori e consiglieri a lavorare per anni pressoché gratuitamente per amore della propria città. Un risultato ottenuto con un lavoro di squadra straordinario”.

“Oggi Terracina è un Comune nuovamente credibile e affidabile per le ditte e gli istituti di credito, oggi possiamo pensare di alleggerire progressivamente la pressione fiscale e contemporaneamente riprendere a progettare opere pubbliche che, per paradosso, sono state molto più numerose in questi ultimi 7 anni di dissesto rispetto ai decenni precedenti grazie alla capacità di intercettare risorse e dialogare con istituzioni pubbliche e privati cittadini. Non è ancora finita del tutto, ma ci siamo tolti un macigno enorme dalle spalle”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore, inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci qui il tuo nome e cognome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.