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Oggi è mercoledì 28 febbraio 2018 (59/365 – 9a). Sole: sorge alle 6.44, tramonta alle 17.58. Luna: sorge alle 16.16, tramonta alle 5.04. Pesci.

ALMANACCO DEL GIORNO

Santi: San Romano di Condat (Abate), Beato Carlo Gnocchi (Sacerdote), Sante Marana e Cira (Vergini).

Inoltre negli anni non bisestili si festeggiano anche: Sant’Augusto Chapdelaine (Martire in Cina), Sant’Osvaldo di Worcester (Vescovo), Sant’Ilaro (Papa).

Sant’Ilaro è il protettore dei bibliotecari.

Esattamente 65 anni fa, il 28 febbraio 1953, veniva scoperta la forma del DNA.

«Abbiamo trovato il segreto della vita!»

L’annuncio trionfale del biologo Francis Crick sorprese i clienti dell’Eagle Pub di Cambridge, ignari che quella scoperta avrebbe dato un nuovo corso alla ricerca scientifica e maggiori speranze a milioni di pazienti affetti da malattie genetiche.

Le leggi di Mendel sull’ereditarietà avevano fornito la chiave dell’esistenza di un preciso codice genetico, già nel 1865. Da allora si erano fatti ulteriori passi in avanti in questo campo, grazie all’introduzione di nuovi metodi d’indagine. Fondamentale in tal senso si era rivelata la cristallografia a raggi X ideata da William Henry Bragg: una tecnica che permise di approfondire la struttura ed il funzionamento di molte molecole biologiche, tra cui gli acidi nucleici presenti nel DNA.

I primi a sfruttarla efficacemente furono Oswald Theodore Avery, Colin MacLeod e Maclyn McCart, che nel 1944 riuscirono a dimostrare che i cromosomi, portatori dei caratteri ereditari, sono costituiti da catene di acido desossiribonucleico (DNA) e che è, pertanto, quest’ultimo il responsabile della trasmissione dei caratteri, necessari alla vita di un organismo. All’inizio degli anni Cinquanta si sapeva quasi tutto del DNA, tranne che forma avesse.

Il 1953 fu l’anno decisivo per l’aggiunta dell’ultimo prezioso tassello. In quell’anno la biologa inglese Rosalind Franklin, ricercatrice al King’s College di Londra, riuscì nell’impresa di fotografare il modello base della molecola del DNA, grazie alla tecnica della diffrazione dei raggi X di Bragg. L’immagine, passata alla storia come Foto 51, finì nelle mani del direttore del laboratorio Maurice Wilkins, che la mostrò a due colleghi del celebre Cavendish Laboratory di Cambridge.

I due, Francis Crick e James Watson, colsero l’occasione al volo e la utilizzarono per portare a termine le loro ricerche. Si arrivò così allo storico annuncio di Crick all’Eagle Pub, cui seguì un articolo sull’autorevole rivista Nature, che il 25 aprile dello stesso anno mostrò al mondo accademico “il segreto della vita”: il modello a doppia elica della molecola di acido desossiribonucleico. L’immagine ritraeva due filamenti con uno scheletro formato da molecole di zucchero (desossiribosio), unite tra loro da molecole di acido fosforico e avvolte intorno a un asse centrale, disegnando così un’elica.

In quel documento non si accennava minimamente ai meriti della povera Rosalind, che quattro anni dopo morì di cancro contratto per l’eccessiva esposizione alle radiazioni dei raggi X. Il suo nome rimase nell’ombra anche nel 1962 quando a Wilkins, Watson e Crick fu consegnato il Premio Nobel per la Medicina, “per le loro scoperte sulla struttura molecolare degli acidi nucleici e l’importanza nel trasferimento dell’informazione genetica nella materia vivente”.

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